Trattamento delle ACQUE DI PRIMA PIOGGIA

Legislazione di riferimento (clicca per leggere)

Dal Decreto legislativo n.152 del 3 aprile 2006 (che sostituisce il Decreto Legislativo n.152 dell’11 maggio 1999)

Art. 113: “Ai fini della prevenzione di rischi idraulici ed ambientali, leRegioni, previo parere del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territori, disciplinano e attuano:

a) le forme di controllo degli scarichi di acque meteoriche di dilavamento provenienti da reti fognarie separate;

b) i casi in cui può essere richiesto che le immissioni delle acque meteoriche di dilavamento, effettuate tramite altre condotte

separate, siano sottoposte a particolari prescrizioni, ivi compresa l’eventuale autorizzazione”.

Dalla Legge della Regione Lombardia n.62 del 27 maggio 1985

Art. 20: Sono acque di prima pioggia “quelle corrispondenti, per ogni evento meteorico, ad una precipitazione di 5 mm uniformemente distribuita sull’intera superficie scolante servita dalla rete di drenaggio. Ai fini del calcolo delle portate, si stabilisce che tale valore si verifichi in 15 minuti”.

Dalla Delibera della Giunta dell’Emilia-Romagna n.286 del 14/2/05

Punto 2-V: Sono acque di prima pioggia: “i primi 2,5-5 mm di acqua meteorica di dilavamento uniformemente distribuita su tutta la superficie scolante servita dal sistema di drenaggio. Per il calcolo delle relative portate si assume che tale valore si verifichi in un periodo di tempo di 15 minuti”

Punto 3.1: “…il volume di “acque di prima pioggia” da contenere e/o da assoggettare all’eventuale trattamento, di norma, sia compreso nei valori di 25-50 mc per ettaro, da riferirsi alla superficie contribuente in ogni punto di scarico effettivamente soggetta ad emissione”. “Il parametro più elevato di 50 mc per ettaro si applica, alle superfici contribuenti comprese in aree a destinazione produttiva/commerciale”.

IMPIANTI per il trattamento delle ACQUE DI PRIMA PIOGGIA

esempio insediamenti interessati :

 

• Strade e parcheggi;

• Lavorazione dei metalli

• Industrie meccaniche.

• Industrie petrolifere - chimiche

• Industrie ceramiche.

• Industrie conciarie.

• Cartiere.

• Industria della gomma e delle materie plastiche.

• Stazioni distribuzione carburante.

• Autofficine – Carrozzerie – Autolavaggi.

• Depositi mezzi trasporto pubblici.

• Depositi di raccolta e trasformazione rifiuti.

• Depositi di rottami.

• Depositi di veicoli destinati alla demolizione.

 

 

principali agenti contaminanti :

 

• Le particelle che si depositano sulle superfici del suolo

  (e dei tetti, a seconda della normativa regionale).

• I rifiuti solidi e liquidi presenti sulle superfici dilavate

  (oli e idrocarburi in particolare).

• Le emissioni del traffico.

• I prodotti dell’erosione che la pioggia esercita sulle superfici

  stradali e sulle coperture.


Come si opera:

Soluzione con scolmatore e disoleatore.

 

Quando la fognatura pubblica è in grado di recepire il volume e la portata istantanea di prima pioggia si installano scolmatori con stramazzo tarato in grado di convogliare le

acque dei primi 15 minuti di pioggia.

Sfioro e recapito in acque superficiali di tutta l’acqua successiva.

A valle dello scolmatore viene inserito un separatore degli oli e idrocarburi che permette un trattamento di dissabbiatura e disoleazione.

All’interno del separatore è presente un filtro a coalescenza e in uscita è installato un otturatore a galleggiante.


Soluzione con vasche di accumulo e disoleazione.

 

Si installano vasche di volume utile pari al volume totale di acqua di prima pioggia (es.: superficie di 5000 m2 e 5 mm di pioggia = 25 m3).

Le acque eccedenti il volume di prima pioggia vengono convogliate direttamente al recapito finale.

Le acque accumulate vengono recapitate a portata controllata alla pubblica fognatura mediante una o più pompe e previo trattamento di disoleazione in apposita sezione incorporata o in disoleatore separato.

Vengono utilizzati filtri a coalescenza per favorire la separazione degli oli.

Vengono installati sistemi di rilevamento della pioggia (sonde Ecopluvio) che regolano il funzionamento della pompa di carico.


Grandi superfici.

 

La BRUNI DEPURATORI D’ACQUA S.r.l. di Modena progetta e realizza

impianti per la raccolta e il trattamento delle acque di pioggia provenienti

da grandi superfici, fornendo:

• vasche di accumulo e disoleazione;

• centrali di sollevamento;

• regolatori di portata;

• sistemi di pulizia a ribaltamento;

• apparecchiature elettromeccaniche di gestione e controllo;

• paraschiuma, scale galleggianti e altri accessori.

Laddove occorra un ulteriore trattamento prima del recapito in fognatura o in

acque superficiali si possono prevedere:

Impianti di trattamento di tipo fisico e chimico-fisico.

Questo tipo di impianti comprende:

•Sistema di dosaggio per regolazione del pH;

•Sistema di dosaggio per precipitazione delle sostante inquinanti;

•Flocculazione;

•Filtrazione mediante quarzite e carbone attivo.


Alcune nostre realizzazioni

Impianto di raccolta e trattamento acque di PRIMA PIOGGIA per piazzale di 10.000 m2 adibito a deposito materiali metallici

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Scavo
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Posa di una vasca
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Prima vasca accumulo
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Prima e seconda vasca
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Entrata (foro grande) e uscita
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Impianto chimico-fisico
 

Impianto di raccolta e trattamento acque di PRIMA PIOGGIA per piazzale di 22.000 m2 attività di recupero materiali metallici

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Posa prima vasca accumulo
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Posa disoleatore
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Prima vasca accumulo
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Seconda vasca accumulo
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Collegamento tra le vasche
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Vista d'insieme
 

Impianto di raccolta e trattamento acque di PRIMA PIOGGIA per piazzale antistante nuovo padiglione ospedaliero

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Sede della vasca
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Arrivo vasca
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Posa
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Posa
 

Impianto di raccolta e trattamento acque di PRIMA PIOGGIA tratto di tangenziale e rotatorie

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Scavo con palancole per presenza di falda
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Posa
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Posa

Scarica depliant generale sulla depurazione delle acque di scarico (clicca)

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